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mercoledì 11 marzo 2015

Vita da call center.

"Io non lavorerò mai in un call center"

BOOM. [La minchiata del secolo!]

Siccome la vita delle volte non sa come impartirmi delle lezioni fondamentali, a Febbraio, rullo di tamburi, mi sono licenziata dal mio primo vero lavoro...ho lavorato quasi un anno in un call center.

Sarei anche tentata di dirvi per quale azienda, ma non credo serva a molto, posso solo dirvi che nascondendosi dietro la bella maschera dei contratti a progetto mi davano uno stipendio che non era manco uno stipendio, per un lavoro che fondamentalmente può apparire meccanico e ripetitivo, che lo è ma che, delle volte, riesce a nascondere delle belle sorprese...raramente oh, mica è il paese dei balocchi!!

Perché hai accettato, probabilmente vi starete chiedendo. La risposta è semplicissima, ho avuto la fortuna, almeno per il primo periodo, di lavorare in un contesto assolutamente amichevole, cordiale, piacevole e divertente.
Il mio capo era una delle persone migliori che abbia avuto la fortuna di conoscere e così il team, eravamo in 7(oddio, esclusa me, erano 4 le persone alle quali mi sono legata, anche perché li conoscevo già, chi più chi meno!).
Insomma essendo una giovane neo laureata, insicura riguardo le sue capacità (no, quello non è cambiato molto!) e fondamentalmente "schiffarata" (ovvero "senza nulla da fare") ho accettato di buon grado, sempre in nome di un ambiente assolutamente perfetto per il mio carattere.

 Ma si sa, quanto possono durare le cose belle nella vita? Dai, sul serio, se credete ancora al lieto fine e al vissero tutti felici e contenti avete proprio sbagliato persona, blog e state perdendo il vostro tempo!

Le cose sono cambiate, lo stress è aumentato, le pressioni si sono fatte sempre più grandi, troppo grandi in rapporto alla retribuzione, mesi nei quali è stato impossibile arrivare agli obiettivi che garantivano lo "stipendio"(sono d'obbligo le virgolette!), fino ad arrivare ad un vero e proprio smembramento del gruppo, cambi ai vertici, cambi di lavorazione, cambiamenti, cambiamenti, cambiamenti, cambiamenti su cambiamenti, talmente negativi che definirli tali è proprio riduttivo.

In questo contesto di cambiamento di merda, c'ero io, al centro di un turbinìo di stronzate, che mi chiedevo cosa ci facessi ancora li, perché non ero scappata, perché non disegnavo più?

Non avevo il tempo di fare ciò che amo, di essere ciò che sono, non ero libera e non ne valeva la pena.
Lo so che forse in un periodo di crisi come questo buttarsi ad occhi chiusi nel baratro colorato del lavoro da freelance non è la mossa più furba da fare, ma ad un certo punto mi sono trovata di fronte ad un immaginario orologio a pendolo che mi guardava minaccioso e, ad ogni rintocco, sembrava puntarmi il suo enorme indice indagatori d'ottone e dirmi "MA CHE MINCHIA STAI FACENDO DELLA TUA VITA, EMERITA TESTA DI MINCHIA!!?".
C'aveva ragione lui mi sa.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, lo ha spaccato, facendolo andare in mille pezzi e con esso la mia pazienza, facendo uscire tutte le porcherie dello stato d'animo umano che vaso di Pandora levati proprio, sono stati due episodi in particolare: il primo, meno grave, nel quale un sommo capo di questa multimilionaria azienda  ci accusava di non lavorare a sufficienza (SCUSAMI!? SE HO TEMPO DA PERDERE ME NE VADO IN GIRO PER IL MONDO STILE CALIMERO CON IL FAGOTTINO IN SPALLA!),  ma il secondo, quello che mi ha fatto rabbrividire e implodere, soffocare risate e lacrime, nonché prese per il culo da qui fino al 2024 è stato il sentire il nuovo personaggio che era subentrato al nostro precedente ( e meravigliosamente splendido/a) capo team chiedere con manco tanta velata ignoranza "Scusate, ma il punto di domanda come si fa?"...la ho capito che i miei giorni da serena teleoperatrice erano finiti, defunti, morti, sotterrati, cremati e le ceneri sparse nell'oceano dei lavori precari made in Italy.

Non vi sto qui a dire che, in questi mesi, ho sviluppato una serie di "patologie" che sarebbero degne del Professor Ippolito Germer e del signor Poveracci!
Gastrite e Noemi= Bff <3

E quindi, da brava sognatrice ora provo a fare il mio mestiere, a farmi conoscere, a farmi strada...vedremo che succederà, per ora, siamo qui!

Vi salutai!
Il mio personale Kit di Sopravvivenza al Call Center...chi lo sa che non diventi una serie!
NoemiListo© 

domenica 4 gennaio 2015

Anno nuovo, vita bhò!

"Mi hanno regalato un computer nuovo e stento ad abituarmi alla nuova tastiera".

Sarebbe certamente una bella scusa per giustificar il fatto di avere un blog e non curarlo.
La verità è che non mi sento competente in nulla, non credo di avere voce in capitolo praticamente in nessun argomento...io non sono un'esperta di nulla, ecco tutto!

Conosco qualcuno che si dedica mente e corpo alla scrittura, alla cura di quello che dovrebbe essere un piccolo palco per far sentire la propria voce o, semplicemente, condividere il proprio pensiero con chi si trova a passare.

La verità è che più leggo/seguo i blog altrui, più mi rendo conto di quanto la mia vita sia lineare e questo, no, non va assolutamente bene.
Io sono patita di Instagram, mi piace, è tra i social sicuramente il mio preferito perché ti da la possibilità di sbirciare nel quotidiano di perfetti sconosciuti che, grazie a filtri e modifiche easy-made, rendono ritagli di banale quotidianità elementi di assoluto stupore provocando in me, piccolo pesce, un' incredibile invidia!

E quindi, a proposito della linearità di cui sopra, mi sono trovata a stilare una lista mentale dei buoni propositi del 2015, che poi lo so che non li seguirò o, forse, il metterli in balia della rete mi aiuterà a mantenere la retta via e quindi muovere il culo per migliorare quella che, al momento, è un'esistenza troppo statica.
Nulla di grave nell'equilibrio, solo che da questo non derivano mai emozioni forti, avventure incredibili, prove da superare e io sento di aver bisogno di tutto questo.

Sarà che a 27 anni compiuti si fa sempre più incontenibile il desiderio di indipendenza, di mettersi seriamente alla prova e di cambiare quello che non va più bene e, in fondo, ci sta stretto (ed io, credetemi, dal largo della mia taglia 52 di cose strette e poco confortevoli me ne intendo!).
Ragion per cui, il primo tra i miei propositi del nuovo anno è:

ALLENARMI: Sono tre anni che faccio crossfit e no, non sono diventata una figa asciutta e muscolosa, anche perché ho la fortuna immensa di avere una tiroide che mi rema contro ed un'irrefrenabile passione per il cioccolato, alla quale non ho deciso di rinunciare, ma sicuramente, memore delle abbuffate di queste maledette feste, che mi hanno lasciata lo stomaco ridotto ad un colabrodo, non sono assolutamente triste nel dire che sono disposta a rinunciare alle farine bianche ed allo zucchero raffinato. Mi manca quasi la mia vita fatta di petto di pollo, riso, cereali e frutta.
Quindi, sicuramente il mio primo proposito sarà il più facile da mantenere, perché è semplicemente un ritorno alle origini...poi se per l'estate non sarò diventata come Giselle Bundchen, STI CAZZI!

Al secondo post nella lista dei miei "DEVONECESSARIAMENTE" C'è riprendere a disegnare, disegnare la qualunque, in ogni posto ed a qualunque ora, mi vorrei imporre un disegno al giorno ma mi conosco, sono poco costante e le imposizioni mi fanno male. Ma ad ogni modo questo è forse il più importante, devo disegnare, devo sperimentare, devo dipingere, devo e voglio migliorarmi perché serve a me, per buttare fuori e smettere di tenere dentro la qualunque.

Il che mi porta al mio terzo proposito, ovvero MOSTRARMI, smetterla di temere il giudizio altrui, devo crearmi un portfolio, devo evolvermi e studiare, voglio conoscere quel che non so e se possibile seguire quanti più corsi possibile.
Il 2014 è stato l'anno della mia laurea in Grafica ma questo non mi basta, voglio migliorare, conoscere in maniera approfondita i programmi che uso e ampliare il mio bagaglio culturale e per farlo devo assolutamente addentrarmi in ambiti nuovi, sconosciuti, intricati, mi devo complicare la vita per renderla migliore e, paradossalmente, più semplice!

E poi, il proposito più bello è sicuramente quello di VIAGGIARE, voglio vedere l'Europa, voglio andare in posti dove nessuno mi conosce e dove io non conosco nessuno, voglio andare a Londra, vedere l'Irlanda, l'Austria, visitare Parigi.. voglio perdermi per ritrovarmi, voglio avere indigestione di vita e nonostante tutto volerne ancora.
Voglio cominciare a prepararmi per il cammino di Santiago, perché è il banco di prova per testare la mia resistenza al mondo, voglio uscire dalla Comfort zone per buttarmi nel caotico via vai che è il mondo.

Che poi reputo che ogni momento sia buono per ricominciare o semplicemente per buttare tutto all'aria e prendere la vita di petto, un po come viene, un po come non ci si aspetta.
Gennaio è solo una scusa per sognare un po', ma delle volte bisogna svegliarsi un po' e perdere la stabilità perché è rischiando di cadere che si capisce quali siano le cose che veramente valgono.

Il 2014 mi ha dato tanto e tolto tantissimo, ho perso pezzi di cuore che porterò per sempre con me, ma questo mi ha anche fatto capire quanto sia importante vivere una vita in base a ciò che vogliamo, indipendentemente se questa sia o meno la cosa giusta o meno.
Non credo sia egoismo, è solo che alla fine dei giochi, quando tutto il tempo sarà finito nessuno me ne darà per colmare i vuoti nei quali si annideranno i miei rimpianti.

E quindi questo è forse il proposito di una vita, non solo di un anno, il proposito di vivere come è giusto, vivere in base a ciò che ci rende felici e soddisfatti anche se questo, irrimediabilmente, vuol dire rinunciare a qualcosa, che siano le tue abitudini, la tua lingua, i tuoi luoghi...l'amore no, quello no, quello te lo porti dietro dovunque vai, basta volerlo.

Quindi buon 2015 a chiunque stia leggendo...
On my sketchbook__Stabilo point 88+HB ©noemilisto

mercoledì 9 ottobre 2013

Il faro...

"Procrastinare" is the word.

Si perchè sappiate che ogni volta che mi prefisso di fare qualcosa, che sia studiare, disegnare o semplicemente sistemare il buco di camera che mi ritrovo, irrimediabilmente mi ritrovo a fare altro, cose prettamente inutili che non fanno che aumentare il mio senso di colpa nei confronti di me stessa e della parte di me che ama impegnarsi.

Però, stavolta, non ho procrastinato, ho semplicemente dato la precedenza a queste ultime due materie che mi mancano alla tesi e, quindi,al mio ingresso nel fantastico mondo dei disoccupati! (La paranoia!)

Tempo fa ILLUSTRAMENTE , festival dell'illustrazione per l'infanzia, giunto, quest'anno alla sua seconda edizione,che si dovrebbe tenere a Novembre, se non erro, in attesa della suddetta ha indetto il concorso per illustratori e scrittori ponendo come tema" IL FARO...UNA STORIA ILLUMINATA!", tema che mi ha entusiasmata da subito, sarà che i fari mi fanno pensare a storie di misteri e tesori, fantasmi e intrighi, insomma mi ero prefissata di partecipare, non certamente perchè io sia in qualche modo un'illustratrice, ma perchè mi piace l'idea di avere l'opportunità di disegnare e perdermi un po tra le mie idee.

Devo dire che ILLUSTRAMENTE, festival dell'illustrazione per l'infanzia, che si tiene a Palermo, quest'anno alla sua seconda edizione, mi ha incuriosito fin dall'inizio e quest'anno parteciperò sicuramente perchè mi entusiasma che un evento simile si svolga in Sicilia, mi entusiasma l'idea di conoscere illustratori siciliani e non e, soprattutto, mi entusiasma ed emoziona l'idea di poter imparare da chi ne sa molto più di me e certamente ha molto da insegnare.

Ad ogni modo, non ho fatto in tempo a partecipare, ma questo non mi ha impedito di disegnare ed interpretare, a modo mio, il tema, immaginando tutta una storia alle spalle di questa illustrazione!
Bozzetto,matita,caffè e acquerelli ©noemilisto
©noemilisto


©noemilisto


©noemilisto


Sembra stupido, ma instragrammandola ho notato che potevo migliorare l'effetto della luce del faro.. 
  
©noemilisto__Il Faro_Acquerelli, inchiostro, matite colorate, caffè su carta calcografica___2013






Devo dire che tra tutte quelle in gare, bellissime molte, la mia preferita è L'ILLUSTRAZIONE DI CAMILLA ARO  che ho votato con immenso piacere, perchè la trovo magica ed eloquente.
Comunque votate per la vostra illustrazione preferita!

E niente...vi saluto!
Noemi

venerdì 4 ottobre 2013

You say goodbye, I say hello.

Mi verrebbe da dire che vengo fuori da una settimana proficua, rilassante e totalmente piacevole.
Ecco,si,tutto il contrario.

In questa settimana ho riscoperto la necessità di stare ore seduta ad un tavolo a disegnare senza voler necessariamente avere chiaro in mente cosa si voglia fare, mi sono fatta guidare dagli eventi e dalla voglia di "isolarmi".

Mio fratello si è trasferito per lavoro in Uk, ora lungi da me parlarvi degli affari miei che proprio non credo possano interessare chicchèsia, ma siccome lui è un amante delle fenici e si da il caso che sia l'unico fratello che ho mi sembrava doveroso regalargli qualcosa che gli piacesse ed avesse un valore simbolico.

Io non sono un tipo sentimentale e disegnare credo sia il miglior modo per comunicare.
Le parole sono un casino.
:) 
©Noemi Listo_Fenice_acquerelli,inchiostro, acrilico su carta calcografica
Ora, giusto perchè i cambiamenti in atto erano pochi l'autunno ha deciso (era ora amico!) di farsi vivo, giornate grigie e scure, fresche (perchè fredde, qui, proprio no!) e quindi prendendo la palla al balzo, avendo rispolverato colori, pennelli e matite mi sono fatta prendere la mano e questo è il risultato...
©Noemi Listo_Autumn is_acquerelli,inchiostro, acrilico su carta calcografica

colori everywhere!
E niente.
ciao!

sabato 24 agosto 2013

Should I stay or Should I go? Post semiserio e semidepresso sul futuro di una laureanda.

Credo sia un pò il quesito MUST HAVE di ogni laureando: "Vado o resto?".

Si perchè, non per essere la solita pessimista, ma non è che la situazione in Italia sia florida!Si, lo so che è storia vecchia, lo so benissimo, la crisi, le assunzioni, il lavoro che manca, l'accontentarsi, l'essere Choosy.

Il punto è, a duemaledettissimematerie dalla laurea, che mi rendo conto che dopo mi attende un punto interrogativo grande come una casa. Cosa ci sarà dopo? Lavoro precario? Stage retribuiti che manco uno schiavo in una piantagione? Lavoro Occasionale? Lavoro in nero? Ma peggio di tutti, NESSUN LAVORO?

Finchè mamma e papà ti coprono le spalle puoi anche fingere di non dover prendere decisioni, di non dover progettare un futuro che sembra un buco nero cosmico.
Ma sei grande, sei adulta, i bambini e i ragazzini ti chiamano "SIGNORA" e tu rabbrividisci perchè cominci a pensare che converse, spirito adolescenziale e stile casual, ti salveranno dalla maturità che incombe.
A condire questa insalata di sentimenti negativi ci sono quelli della generazione precedente la tua, i 35enni del lavoro che è passato a part time, delle ferie forzate, ci sono loro e la loro frase tipo "SCAPPATENE DA QUI!".

E tu ti ritrovi a fissare i libri e i quaderni di appunti e ti chiedi se non sia meglio seguire il loro consiglio che suona come una disperata richiesta di salvataggio:SCAPPA,VATTENE!

Siamo un po come emigranti moderni, non abbiamo le valigie di cartone, nè le mani che odorano di terra, gli sguardi tristi, imbarcati su transatlantici che arrivano "all'America".
Siamo emigranti moderni, con i nostri Iphone comprati a rate, le cuffie, gli occhiali scuri, le nostre lauree triennali e le specializzazioni prese controvoglia, tutti pronti a fare lavori che qui non faremmo mai o che magari nemmeno ci sono.
Lauree che pesano come piume in un tornado, conta solo quello che sai fare e che hai imparato, conta solo la tua voglia di provare a mollare tutto, che alla fine è quasi niente, per prendere la vita di petto, imparare una lingua che non è la tua, fare un lavoro che probabilmente nemmeno ti piace ma che ti permette di sentirti adulto, di avere una stanza e se sei fortunato un appartamento che sia tuo, il tuo tempo e le tue paranoie, i tuoi "nonarrivoafinemese" e il tuo momento di gloria in un Paese che non è tuo ma che, forse, impari ad amare e rispettare come fosse il tuo.

Siamo un po come quelli che in questi giorni sbarcano nella mia città, su barconi, affollati, con le mani vuote e le grandi speranze, è il punto di partenza che ci rende diversi, loro scappano dalla guerra, noi scappiamo dal finto benessere, dal dubbio e dall'incertezza.

E allora, dovrei andare o restare?
Perchè penso che per fare quello che vorrei dovrei proprio andare, raccogliere soldi, speranze e sentimenti e lasciarmi alle spalle quella che è casa mia per un Paese nuovo, nuovi volti, nuovi sorrisi, nuove possibilità...

"A casa è unni c'è u travagghiu" (la casa è dove c'è il lavoro)...così dicono.
noemilisto©

Ps: per la serie dai un tono frivolo a questo post da depressione
Leggings:Forever 21+
Pull:H&M

:)

lunedì 12 agosto 2013

Autunno, mi manchi, ti aspetto, torna, sta casa aspetta a ttè!

12 Agosto.
Il 12 settembre ho il penultimo esame.
12 Agosto_Ore 16.30 e 29° e il 44% di umidità, caldo, tanto caldo e io che faccio? Ma seriamente, secondo voi, potrei stare china sui libri, come si conviene ad una studentessa palesemente fuori corso?
Naaaaaaa, io sogno l'inverno, il freddo e disegno!

Ora lungi da me l'essere  un'esperta di tendenze, capi cool, per la prossima stagione Autunno Inverno, perché no, proprio no! Ahimè!

Ma in questi giorni spulciando, e non tanto per dire, i siti di Asos, Forever 21, H&M, insomma tutti quei simpatici posti dove non devi farti un mutuo per comprare qualcosa e non devi andare essere necessariamente una stangona strafiga alta 1.80  seccaseccaseccasecca, o semplicemente una taglia "normale" (bbbrrrrrrrr "normale"!!), ho beccato un capo in particolare che mi ha riportato alla magica adolescenza che ho vissuto fatta di pantaloni larghi, felpe, sneakers anche ai matrimoni e giubbotti che nemmeno i poliziotti in tenuta antisommossa e giubbotto antiproiettile.
Ah, infanzia beata!

Comunque il capo è la giacca Varsity, che l'anno scorso ho comprato da Terranova per un amico e, vi dirò, l'avrei presa anche per me, giusto per mantenere fede alla mia passione per i capi maschili (i ragazzi sono sempre più fortunati, secondo me, trovano sempre qualcosa di figo, della loro taglia echecazzo!).

A giudicare dai post  che ho trovato in giro sul web in realtà è un capo che alcuni brand hanno riesumato da serie tipo "Happy Days", nella primavera 2012, ma che a quanto vedo tiene duro anche quest'anno con mia immensa felicità!

E insomma niente, mi sono messa a disegnare e ne è uscito questo:

Giacca Varsity (Simile): Asos/NewLook
Gonna: Asos Curve 
Collana Handmade:  Ibridi


 Ora, per le scarpe c'è un problema perchè io mi sono ispirata ad un modello di Isabel Marant
che costano tipo una cosa come 395€(quantoooo!?) ma credo si possano trovare un pò in tutti i negozi di scarpe,per esempio:QUi

Ora, per tutte quelle fashionvictimblablabla che sentiranno l'impulso di bestemmiarmi contro perché "tutto questo non è cooooool, non sono le tendenze dell'Autunno 2013" e cazzi e mazzi, ricordo che no, non sono un'esperta, non voglio esserlo, io disegno e mi piace!
<3

sabato 20 luglio 2013

Io Odio l'arte contemporanea.

Io non sono mai stata una cima, mai la migliore della classe, mai la più brava, mai la più brillante, mai artisticamente avanti.
Sono rimasta la bambina che disegnava per ore per raccontare e, forse, raccontarsi.
Mai nessuna presunzione artistica, mai voluto essere un genio incompreso, mai profonda o contorta, mai tipo da vernissage, bicchiere in mano, vestiti alternativi, grandi discorsi artistici o profondità di altro tipo.
No.

Io ODIO l'arte contemporanea.
Non tutta, s'intende.
Ma il concetto di "arte contemporanea" non mi cala.
E' proprio un boccone amaro, viscido e pesante che non mando giù da anni.
Forse perché sono sempre stata attirata da colori armonici, immagini definite, storie raccontate, emozioni semplici, reali, tangibili.

Ma più dell'arte contemporanea odio i giorni in cui non so disegnare.
Quei giorni nei quali la penna, la matita, il pennarello pesano un quintale, il foglio bianco è un abisso e la testa non va di pari passo con la mano, il cuore, il fegato e la milza.
Giorni vuoti, vuoti ma pieni di una confusione talmente grande da dire "Ma solo oggi non so disegnare o è storia vecchia?" e li mi assale il panico.

Ho un progetto che è un tributo alle persone che stimo. No, niente vip, niente grandi della storia, persone reali come me, te, l'altro...
E questo progetto mi sta ponendo di fronte a tutti i miei limiti e i miei dubbi, nulla viene fuori come è nella mia mente e quindi che si fa? Ci si dispera.
E nella disperazione una finestrella di Facebook si apre e si riempie di consigli saggi, di parole semplici e buone, parole che sanno esattamente cosa dicono (!) che non fingono di essere cio che non sono!

C'è una persona che ti rimette a posto i cassetti della testa e ti da consigli che forse sono banali ma che aiutano in maniera incredibile quando al posto delle idee hai un archivio terremotato!

1- Osserva:osserva gli artisti che ti piacciono, studiali, prenditi tempo per capire e carpire gli elementi che ti piacciono nel loro lavoro, trovali e falli tuoi;
2- Copia:si , ho detto COPIA, un braccio qui, un occhi da li, un orecchio da quell'altro, trova gli elementi che vorresti fossero tuoi, copia palesemente disegni di grandi artisti, SENZA SPACCIARLI PER TUOI, NO QUELLO NO!!! Ti aiuterà a risvegliare la mano e la mia dorme ormai da anni, da quando ho lasciato i pennelli per una tastiera, vergogna!!
3- Definisci: Definisci il tuo stile, studiando, provando, sperimentando;
4-Sbaglia: Sbaglia tanto, tantissimo, arrabbiati, ma non strappare mai nulla, quando la rabbia sarà passata osservali i tuoi sbagli e cerca di ripartire da li.
5-Condividi: Condividi le idee, i pensieri, le paranoie, le illustrazioni, condividi perchè solo condividendo troverai qualcuno disposto ad aiutarti, a spronarti, a complimentarsi per il tuo lavoro. La condivisione è un passo difficile per me, che temo il giudizio e il gusto altrui, ma non c'è altro modo per crescere e per trovare persone che ti diano gli stessi consigli che ora sto scrivendo qui, che sto dando a te e che probabilmente qualcun altro ha gia dato ad altri, perché non è questione di originalità ma di crescita.


Quindi ora, smettila di cazzeggiare, apri Google, vai in libreria e cerca, studia e cresci, poi prendi la matita e disegna, cazzarola!



lunedì 15 luglio 2013

Pixers, sticker che ti cambiano la casa, l'umore e il lunedì!

Lunedì mattina.
Per molti il lunedì mattina è grigio per antonomasia. Riprendere il lavoro, la routine, gli impegni.
Ma il lunedì è un inzio, come una sorta di mini capodanno nel quale tutti possiamo riprometterci di essere più buoni, di metterci a dieta, di filare dritto (progetti che muoiono rovinosamente il martedì mattina!).

Ma il lunedì, come ogni buon inizio, può anche essere il momento migliore per nuovi progetti, cambiamenti in casa, nello studio, nuovi colori e si sa che dare un nuovo aspetto agli ambienti che viviamo ogni giorno  ci fa sentire come se potessimo cambiare casa e vita quando vogliamo!

E io questo lunedì, con 30°, il ventilatore appiccicato alla faccia e i libri che tra poco mi si lanciano addosso pur di obbligarmi a studiare, ho scoperto PIXERS probabilmente molti di voi conoscevano già questo sito nel quale è possibile trovare una miriade (oltre 20 milioni!) di stickers murali per le vostre stanze, uffici, bagni, insomma per ogni muro triste e vuoto che vogliate rendere davvero unico e incredibilmente colorato!

Io, da piccola e maniacale fan dei Depeche Mode, mi sono innamorata di questo:
che fa parte della serie Musicology, ma troverete anche Cinematographics, temi di ogni tipo e anche una sezione "Inspirations", che non fa mai male!









:)

martedì 21 maggio 2013

cupcakes.

La prima volta che li ho visti era in "Sex and the City", Carrie e Miranda se ne stavano fuori da, quello che ho scoperto solo in seguito essere, Magnolia's Bakery.
Addentavano questi dolci strani, che sembravano mini torte e io mi ricordo che mi sembrarono la cosa migliore al mondo.

Mi ci è voluto qualche anno e qualche telefilm per capire che si chiamavano cupcakes e che mi avrebbero completamente rovinato la vita!

No, sul serio, io li adoro e non perchè faccia figo mangiarle, ma perché sono semplici, buoni [Ipercalorici] e perchè ogni volta che li preparo la gente intorno a me sorride, sono sempre belli e, parliamoci chiaro, io a decorare le torte sono pessima, quindi mi rendono anche facile la vita.

E siccome oggi il tempo è proprio brutto e noioso e io se posso evitare di stare sui libri me lo evito (idiota!) mi sono messa al Mac e ho scarabocchiato un pò.

EsercizioEsercizioEsercizio!

Cupcakes alla vaniglia con gocce di cioccolato_glassa al limone e limone candito_homemade whit love!

I cupcakes al limone per la festa della mamma con i cuoricini di cioccolato bianco!

©Noemi Listo_2013_Adobe Illustrator cs4

mercoledì 8 maggio 2013

GRAFIRICETTE, ovvero quando ogni scusa è buona per usare Illustrator!


Vivendo tutta la vita a dieta e volendo fare l'illustratrice (volendo) ho pensato che unire due delle cose che mi stanno più a cuore non poteva che essere cosa buona e giusta!
Se poteste vedere la mia micro scrivania (80X60 e vi ho detto tutto) vedreste almeno 5 tra squadrette e righe, compasso, matite, tazzine, fogli, libri, Mac e, giusto per non farci mancare nulla, tavoletta grafica!
Ma la cosa che spicca di più è il mio splendido piano dieta per la dieta a zona!
Ora essendo praticamente sommersa dallo studio, dalla tesi, dalle paranoie, dall'ansia, capirete che il cibo non mi può buttare ancora più giù, eh no!
E quindi tra frigo e dispensa ho trovato orzo, pollo e verdure e siccome il pollo arrostito lo prenderei e lo userei come fresbee ultimamente ho pensato di fare un (FINTO) COUS COUS DI VERDURE E POLLO.
Ma potevo limitarmi a preparalo e basta?
No!
E quindi ho messo in pratica un'idea, una delle tante che mi viene in mente alle 3 di notte mentre l'insonnia mi prende a schiaffi per la suddetta tesi/ansia, che avevo già da un pò:
Le "GRAFICETTE"
 ricette grafiche, grafica di ricette, ricette graficamente complicate, bho!





©NOEMI LISTO
LA FOTO MEGA INSTAGRAMMATA DEL PIATTO FINALE!

lunedì 15 aprile 2013

5 cose 5. [It's all about curves]

Curvy...
Curvy...
Mmmmmm....

Mi ero ripromessa che non avrei parlato di me in prima persona in questo blog, che magari i miei lavori, i miei post, lo avrebbero fatto per me, intendiamoci, non spiattellerò i fatti miei in un blog per sentirmi dire quanto sono sensibile o cose simili, per quello c'è il caro vecchio diario segreto che ha lo stesso livello di sicurezza del pre-partita Catania- Palermo ( o di qualunque altro derby vi venga in mente, io sono siciliana e quindi il primo esempio che mi è venuto in mente è quello, quindi no pregiudizio, respect and peace!).

Ma qualche giorno fa, mossa dai primi simpatici risultati ottenuti in palestra, mossa dall'ottimismo o semplicemente mossa dal fatto che in Sicilia la primavera è calda e quindi mi dovevo rifornire semplicemente di top e t-shirt, esco, centro commerciale, nel quale mancano, ahimè, quei marchi Low Cost, vedi H&M, dove io, per culo o per grazia Divina, trovo abiti, accessori, jeans e top della mia misura che misteriosamente oscilla tra una 50 e una 48.
Esco, con tutte le buone intenzioni, il risultato è stato un cardigan verde di cotone comprato per incaponimento, perchè ero talmente disperata dal fatto di non aver trovato NULLA che mi andasse bene che mi sono detta che a casa, a mani vuote, non sarei tornata.

Mentre me ne stavo nel camerino di un simpatico marchio francese che personalmente adoro e che è fornito dei più bastardi camerini della storia, i cui specchi ingrasserebbero anche Kate Moss a digiuno, con l'ennesima maglietta che sembrava porre delle frecce illuminate ,che nemmeno a Las Vegas, sui miei fianconi larghi, mi è venuto in mente questo post------->scritto da Giorgia, di Morbida, la vita! nel quale, sempre all'insegna della autoironia chiede alle donne curva-cicciamunite di elencare i 5 problemi della vita con curve abbondanti e relative soluzioni.

Dato che il dio dei camerini e degli specchi mi ha sfidato eccomi qui ad elencarvi le mie 5 complicazioni e , perchè no, relative soluzioni, come direbbe Giorgia, me la canto e me la suono:


1-Problema: Non trovare corrispondenza tra i diversi negozi low cost tra le taglie, per capirci una L di Pimkie non sarà mai una L di Terranova, o di H&M, il che porta la mia autostima ad oscillare come lo Spread nei tempi peggiori.
1-Soluzione: Mettetevi d'accordo, CAZZO![pregasi leggere come il comandante DeFalco che cazzìa sonoramente Schettino.]

2-Problema:La precarietà di certe sedute nei bar, avete presente le sedie che sembrano fatte di alluminio per avvolgere gli alimenti? quelle che appena ti siedi scricchiolano che è un piacere? Quelle che ti impongono di star seduta "in pizzo", alias sul bordo, così se malauguratamente si dovesse spaccare si può avere tutto il tempo di salvarsi la faccia, la dignità e le chiappe, capito quali, no?! O ancora peggio, quelle sedie di plastica che, in estate, rimangono stampate con la forma abbondante delle vostre chiappe!?
2-Soluzione:Comprate delle sedie come Dio comanda, mannaggia a voi! Io esco a prendere un caffè per rilassarmi, non per sentirmi come ad un corso di sopravvivenza!

3-Problema: Prova costume, relativi rotolini, smagliature e cellulite.
3- Soluzione: Ora, ci sarà sempre il cretino che guarderà e commenterà la forma, non solo la mia, perchè alle persone piace sentirsi un gradino sopra tutti quando, in realtà gli stessi che guardano, si fanno la risatina sulla tua ciccia o commentano sprezzanti sono gli stessi che, se li affronti, poi ti fissano ammutoliti e mortificati, quasi come se il tuo non essere una modella brasiliana da catalogo di lingerie sia una qual forma di menomazione o deficit.
Per esempio, qualche anno fa ad una tizia, solita figa da brasiliana striminzita, colorito cioccolatoso, tatuaggio sopra il culo, feci cadere la faccia a terra, sta tizia, ogni volta che passavo davanti alla sua postazione in spiaggia, mi squadrava come se fossi un insetto,  e dai una volta, e dai due volte e dai tre volte a quarta volta, captato un commento sulla mia pancia, mi giro, la guardo e le dico "ti faccio una foto così te la guardi anche quando non ci sono!?", lei silenzio di tomba e figura di merda.
Quindi la soluzione è affrontare le stronze da spiaggia o le stronze in generale!
NB:non tutte le fighe/palestrate/abbronzatissime sono stronze, precisiamo!

4-Problema: il parente di turno che ti dice "ma devi dimagrire!" e te lo dicono come se ti stessero rivelando il terzo segreto di Fatima, il tutto correlato da "SENZA OFFESA/IO LO DICO PER TE!"
4-Soluzione:Dato che omicidio, percosse e ingiurie sono illegali penso che le soluzioni siano due:
  • sorridere, annuire e non replicare, mentre si pensa a quale catastrofica fine debba fare il parente di turno che, senza offesa, ti dice di dover dimagrire (la mia preferita è augurargli/le di prendere tutti i Kg che perderò io!);
  • rispondere, quanto più educatamente possibile che: o state gia provvedendo, oppure che state bene con voi stesse così come siete(molti stentano a crederelo, mha!).

5-Problema:Le modelle plus size. No ma dico, le avete viste? Sono delle gnocche che tu a confronto ti senti una balenottera. Visi bellissimi, curve toniche e sode, pance quasi piatte...io non sono così!!!!!Dovrebbero essere solidali!!!!Un po di cellulite, Santo Cielo!!!!
5-Soluzione: SMETTETELA DI PARAGONARVI A CHIUNQUE!Le modelle sono modelle, ci sarà un motivo! Si ok, avete qualche Kg di troppo, non vi piace? Palestra fino a morirci, alimentazione sana, sorriso e via.
Vi sta bene? Meglio ancora.
La solita storia che ogni donna è bella com'è, per quanto trita e ritrita, è vera, però se non ci si sente al massimo, le soluzioni ci sono,  quindi volontà, pazienza e costanza!

E niente...tutto qui...!
E dato che ogni scusa è buona per grafichìare mi sono passata il tempo anche a illustrare quello che è curvy per me, che poi, Curvy, che siamo cicciotte, magrissime, con un seno enorme, con la cellulite, con un fisico statuario, prima o poi, le paranoie ce le facciamo tutte!

Saluti!






Noemi Listo©

giovedì 21 marzo 2013

Delle Grafica e di altri passatempi...

Immagine tratta da "Arte e Pubblicità" di Elio Grazioli

IO NON SONO UNA GRAPHIC DESIGNER.
IO NON SONO UN'ILLUSTRATRICE.


La premessa, sappiatelo, è d'obbligo.
Io sto studiando Grafica, sono diplomata in pittura, ma anche quando avrò tra le mani il mio pezzo di carta che dirà che sono Laureata in Graphic Design, anche li, non sarò altro che una persona che ha studiato qualcosa.

Perchè tra dire e fare, si sa, c'è di mezzo il mare, un mare che prevede talento, impegno, errori, ore ed ore passate ad analizzare, studiare, cancellare, rifare, ore piene di caffè, parolacce, carta strappata, intuizioni, occhi rossi, per poi giungere a qualcosa che ci sembra sia adatto.

Per natura sono una che guarda tanto, osserva tanto, cerca di imparare quanto più possibile, ma questo non fa di me una professionista, voglio diventarlo, ma ci vuole lavoro, io di questo sono consapevole.

In molti invece sembrano non capirlo questo.
Lo so che cosa starai pensando, che questo sia un altro di quei post pieni di appunti e precisazioni tra ciò che è un Graphic Designer e ciò che non è.
NO!Sbagli, perchè se fossi stato attento ti saresti accorto di quelle due righe in MAIUSCOLO E GRASSETTO!

Il fatto è che solo ora capisco quanto questo lavoro sia dannatamente difficile e competitivo, ma la competizione  nasce dal dover competere, appunto, con le persone, con la loro testolina e le loro frasi del tipo "Vabbè, ma che ci vuole? Con il computer è un attimo!".
Si perché io credevo che gli altri esagerassero, credevo che fosse una qualche contorta cospirazione contro i novellini per farli desistere dall'intraprendere una carriera nel campo della grafica, e invece, chiedo perdono in ginocchio sui ceci per la mia presunzione, e mi inchino a tutti quei professionisti che, quotidianamente, lottano con la malsana opinione che il lavoro del grafico( ma anche del web designer, dell'illustratore, del fotografo) possa farlo chiunque, basta avere gli strumenti, senza considerare il fatto che quegli strumenti devi saperli fare funzionare, che per fare questo devi attivare il cervello, affondare le mani, i gomiti, la testa e il culo nelle tue conoscenze.

Per esempio mi è successo un paio di volte in questi anni di trovarmi di fronte a persone (spesso amici o conoscenti) che mi chiedevano, che so, una locandina, un flyer, un logo e spesso e volentieri alla loro richiesta allegavano la frase "Certo, qualcosa te la do!".

Definisci qualcosa. E poi, sappi che non ti sto facendo un favore e tanto meno tu devi farlo a me "dandomi qualcosa".

(Elemosina, no grazie!)

Perché se dopo ore, giorni e settimane passati a sgobbare te ne vorresti uscire con una pizza o 20euro, sappi che stai sbagliando.
Si perché, molti, se non tutti, hanno la pretesa di volere un lavoro che sia quanto più professionale possibile, bello (perché la bellezza per molti giustifica tutto!), che funzioni, che sia perfetto, talmente perfetto che, secondo loro, ci vuole le firma di Dio in calce, per poi uscirsene con una miseria, perché è questo il tuo lavoro per molti, una miseria, una cosa che si fa per passare il tempo. 
E non devi avere un Mac, perché il Mac è per i Grafici, i grafici con il Mac sono come Superman in un mondo senza Kryptonite, come Batman senza Joker, come Heidi senza signorina Rottermaeir...tutto si riduce ad una passeggiata, un simpatico passatempo.

La grafica non è una cosa seria, è una cosa che si fa la sera quando in tv non c'è nulla, su facebook tutti si lamentano del tempo e il tuo fidanzato ha la partita di calcetto, come lo ammazzi il tempo? Semplice!Crei un carattere tipografico, realizzi un manifesto, impagini un libro e, perché no, magari ridisegni il logo della A&G perché Behrens (Chi??LUI!)  era una pippa dato che non usava il Mac.

Ma la cosa più divertente è quando cerchi di impostare un prezzo al lavoro che realizzi, un prezzo che sia conveniente per te e per il cliente, che lo spinga a creare con te  un rapporto duraturo, perché appena esci fuori dai limiti, che ovviamente hanno stabilito loro, nella loro testolina da intenditori, la frase che ti dicono e che, credetemi è peggio di un pugno è "No, ma allora chiedo ad un professionista!".

O.o"

Noemi

venerdì 15 marzo 2013

(Ri)cominciamo.






Prima e Personale Infografica_Ps&Illustrator_2013_©Noemi Listo
Tenere un blog. Ma chi me lo fa fare?
Lo tratto come fosse un diario e, di conseguenza, mi ritrovo a distanza di mesi a chiedermi "ma che caspita avevo in testa quando ho scritto questo post?!".

Quindi benediciamo tutti il tasto "Elimina" che da a tutti la possibilità di cominciare da capo il proprio operato.

Quindi è anche probabile che chi sta dall'altra parte ("Hey, ciao, come va!?") non sappia esattamente cosa aspettarsi da queste parole, bene! Non lo so nemmeno io!

Suppongo che, volendo essere io un'illustratrice e/o graphic designer ( e sottolineo il "volendo") questo spazio sia l'ideale per provare a farmi conoscere, piano piano, senza fretta, migliorando il più possibile.

Magari mi servirà da supporto, vado incontro alla tesi di Laurea, quindi prevedo periodi di stress, teste infiammate, macchie rosse, cioccolato, urla isteriche e reclusioni forzate nella mia minuscola stanza bianca.

Vedremo.

Intanto (Ri)cominciamo.

Noemi.


Ps: mi rendo conto che per certi versi sono ripetitiva (vedi scelta font, immagini, background) non vogliatemene, sto cercando la mia strada!